Alle domande sull'amore non si può rispondere razionalmente, perché l'amore non è ragione, e non si può scegliere chi amare e per quanto. Dicono che nasca dal cuore, ma in fondo il cuore non è altro che un muscolo involontario, che pulsa e fa scorrere il sangue, ti tiene in vita. Fermo lui, si ferma tutto. Sei morto! Lui non c'entra una cippa. Tutto nasce e cresce nella testa, da un cervello che va completamente in pappa. Tutti i neuroni se ne vanno allegramente a puttane e sei bell'e che fritto! Bisogna essere capaci di non farsi fulminare, di schivare le frecce di Cupido, e appena lo vedi (o senti) arrivare, perché te ne accorgi, e ti convinci 'no a me non farà male' (appunto!), appena te lo trovi davanti al grugno, piantargli una sonora pedata nel culo con in allegato un biglietto di sola andata per fanculandia! Perché l'amore è una M.E.R.D.A.
Non c'è amore senza dolore e spesso il dolore prende il sopravvento. E' difficile reggerlo. Sopportarlo.
Ed è proprio vero quello che canta Liga 'chi ama meno, è meno fragile'. Chi ama meno ha la capacità, la forza, di tenere sempre una mano, ben salda, sul mancorrente della scala della vita. Io, purtroppo, non ne sono capace o questo fottuto corrimano è invisibile come la mia scala. Purtroppo, le frecce di questo stronzetto alato, mi colpiscono, non sempre in pieno, a volte di striscio, ma per altre, non ha usato solo un dardo: mi ha bombardata di brutto. Mi ha sparato dritto in fronte e mandato proprio e assolutamente in pappa il cervello. Si è vendicato per tutte le volte che l'ho beffeggiato e alzato il dito medio per non avermi colpita? Forse. Ma sta di fatto che, ora, è lui a ridersela!
E invidio la capacità di alcuni di tenere quella mano indietro, aggrappati per non cadere. Forse perché sicuri, al caldo in ogni caso? Boh! Tutto può essere.
Persone come me, che lottano e vanno contro tutto e tutti perché credono nell'amore vero, quello che riesce sempre ad andare e vedere oltre, le persone come me, troppo sensibili perché camminano con l'anima sempre un passo avanti a loro, e non ce ne sono molte (non è un vanto, ma una rovina bella e buona!), vivono tutto a crudo, sulla pelle, in nome di questa merda, e lo vivono buttandosi a capofitto, senza paracadute, pronte anche a schiantarsi. Perché per quelli come me, l'amore è T.U.T.T.O.
Mi hanno definita un'anima bella...mah! non so da dove l'abbiano notato, e senza alcuna forma di vittimismo e presunzione, io mi sento, invece, un'anima sola, allo sbando, incompresa. Un'anima a colabrodo. Un'anima troppo grande per un mondo troppo piccolo.
E' difficile reggere il dolore, che sia mio, tuo o di chi ti e ci sta accanto, e credo sia un peso enorme. Lo è per me, figuriamoci per chi ne è al di fuori e non lo comprende fino in fondo, per chi non lo vive dentro le ossa. Per chi lo rifugge. E affrontarlo, tirarlo fuori e poi viverlo sotto ogni sua forma e conviverci, è decisamente deleterio, per il corpo e soprattutto per quell'anima ormai più che sfatta, che si sente presa ancora una volta per i fondelli.
giovedì 28 marzo 2013
lunedì 11 marzo 2013
Fidati di me!
Etimologia della parola fiducia: [fi-dù-cia] s.f. (pl. -cie)
• Affidamento che si fa su qlcu. o qlco.; attesa ottimistica di qlco.: avere f. in se stessi; credito, stima: perdere la f. di qlcu. || di f., di cui ci si serve abitualmente e su cui si fa completo assegnamento: medico di f.
Quindi se non comprendo male, vuol dire affidarsi, credere, in qualcuno, in qualcosa? Non che avessi bisogno di un vocabolario, per di più online per capirne il significato, ma tanto perché anche i miei occhi si rendessero conto che non sono poi così stupida! Leggerlo è chiarimento! Tutto qui.
Perciò, escludendo la mia presunta stupidità e ignoranza, deduco che le parole e le azioni hanno un certo valore e significato. Giusto? Non può essere diversamente.
LE PAROLE, DETTE O SCRITTE SONO IMPORTANTI!
Ma se queste parole cariche di aspettative, di speranza, di credo, di attesa e quant'altro, non venissero seguite dai fatti, allora perdono di consistenza, di valore? Diventano illusorie? Campate per aria? O semplicemente aria fritta?
Ma l'aria non si frigge!
Un tale, un giorno, disse (chi non ricordo!): 'tre cose nella vita non tornano indietro: le parole, il tempo e le occasioni perse'. Una parola, una frase, una promessa, una volta pronunciate, lasciano un'impronta. Un segno. Un solco, e no, non tornano indietro. Se poi ti vengono dette seguite da 'fidati per favore, fidati di me' allora il loro valore aumenta a dismisura. O sbaglio? E cosa fai difronte a ciò che aspetti da tanto? Non puoi non credere, non puoi non dare quella fiducia tanto richiesta. Metti da parte tutto e dici (o meglio, ti convinci) 'sta volta è quella buona'.
Poi, basta poco...ma veramente poco per far marcia indietro e ti ritrovi, così come me in questo momento, a non capire più nulla, tanto da mettere in dubbio pure il significato di una parola. Mettere in dubbio la tua capacità di apprendimento, di riconoscere ciò che è vero da ciò che è incanto. Eppure, continuo a ripetermi 'ma non sono stupida, caspita, non lo sono affatto! So leggere, so ascoltare, sto sempre molto attenta a ciò che mi viene detto e prima di rispondere, penso, se poi mi viene scritto, allora leggo e rileggo anche venti volte, per sincerarmi di non tralasciare nulla e non commettere errori di apprendimento. Controllo le parole e se non ne conosco il significato, lo cerco. Controllo la punteggiatura, perché una virgola può cambiare il senso della frase, controllo le maiuscole, le parentesi...tutto insomma, ma, e che qualcuno mi risponda per favore, cosa c'è da controllare nella frase 'fidati per favore, fidati di me'.
Sono...1 2 3 4 5 6...parole e una virgola. Niente altro! Per dirla tutta e giusta, precedute da 'mi spiace ma io non ci credo più'. Mi si sta chiedendo di crederci ancora, di nuovo, mi si sta chiedendo FIDUCIA. Giusto?
....E ora che hai ottenuto nuovamente la mia fiducia, cosa fai? La tradisci ancora una volta?! Complimenti per la tua abilità nel manovrare le persone, per il tuo immenso rispetto nei miei confronti, nei confronti di sentimenti puri e limpidi.
Sei da premio Oscar. Un premio come miglior attore protagonista della mia vita! Sei patetico e fatti curare, ma da uno bravo!
....E ora che hai ottenuto nuovamente la mia fiducia, cosa fai? La tradisci ancora una volta?! Complimenti per la tua abilità nel manovrare le persone, per il tuo immenso rispetto nei miei confronti, nei confronti di sentimenti puri e limpidi.
Sei da premio Oscar. Un premio come miglior attore protagonista della mia vita! Sei patetico e fatti curare, ma da uno bravo!
sabato 23 febbraio 2013
Gli Angeli
'Qui la notte è buia
e ci sei soltanto tu
Vivi in bilico
e fumi le tue Lucky Strike
e ti rendi conto
di quanto le maledirai.....'
Sì, qui la notte è buia, nera come la pece e ci sei soltanto tu a doverci fare i conti. In bilico come su una fune, non sapendo mai da che parte verrai buttata. Non sapendo se questa fune mai finirà, se sarà sempre così o se prima o poi, all'estremo di essa ci sarà 'qualcuno' con la mano tesa per afferrarti e tenerti con se. Ma su quella fune vieni lasciata ancora e non ne vedi la fine, non vedi niente, non vedi la sua mano. Non la vedrai mai.
Una boccata e un'altra e un'altra ancora...e il sapore forte del tabacco delle Lucky Strike, t'invade la bocca, il palato, asciugando la gola. Arsura. Sì, un giorno le maledirai, ora no! Ora una la spegni e un'altra l'accendi, come se avessero il potere di calmarti, di asciugare anche i pensieri. Ma i pensieri restano e non si asciugano, incalzano prepotenti e spaccano quel poco che rimane di te.
Ricordi. Attimi. Istanti da togliere il fiato. Speranze. Fiducia. E quella gioia inaspettata che hai quasi sfiorato con entrambe le mani. Un sogno che ha sfiorato la realtà. Felicità. L'hai voluta tenere per te, chiusa dentro l'anima, non l'hai condivisa con nessuno o se non con chi veramente è stato in grado gioire con te, per paura che la gelosia e l'invidia altrui rovinassero tutto. D'altronde la felicità è quella cosa così rara e meravigliosa che quando ti tocca, la prima cosa che pensi è 'a me? ma dici davvero? Sei proprio sicura? No, non ci credo!' Così, dolcemente e delicatamente, abbassi piano piano la guardia ed uno alla volta sfili i guantoni, sussurrando fra te e te che in fondo un po' te la sei meritata. Sul viso ti compare un sorriso che pensavi di non riuscire più a tirar fuori, sembri quasi ebete, i tuoi occhi s'illuminano di quella luce particolare, quella fiammella che hai tenuto spenta per ben troppo tempo, il cuore batte lento ma forte e lo senti, senti ogni suo colpo, e sussulti ad ognuno, godi di ogni singolo momento, minuto, secondo e ti prendi a schiaffi perché non riesci a crederci.
Passi giorni così, camminando senza toccare terra, con piccole ali ai lati dei tuoi piedi, con la gente che ti guarda e sorride nel vederti diversa, viva e piena di un qualcosa a loro estraneo, ma bello da guardare, con la testa ebbra d'amore e l'anima che canta, che urla come non aveva mai fatto. Tutto perfetto. Quella era la felicità.
Non ci sono molte altre parole per descriverla, non ne renderebbero giustizia, se non viverla. Ma conservala è la parte più difficile e credo, addirittura impossibile. Dura sempre poco, troppo poco e non ci si sazia mai, non basta mai.
Perché? Perché? dannazione!
Perché il dolore arriva sempre così velocemente a spazzar via in un nanosecondo ogni meravigliosa sensazione, ogni emozione, lasciando solo terra arida? Perché il dolore non ha pietà? Perché ti riduce l'anima a colabrodo? Perché in un battito di ciglia spegne la speranza, la voglia di sorridere e di vivere? E perché cazzo non se ne va altrettanto velocemente? Perché cazzo rimane lì, a distruggerti e a struggerti?
Il dolore ti piega, ti annienta. Ed è facile dire 'tira fuori le palle, rialzati, non devi e non puoi mollare, sei forte, non poi piangerti addosso, ce la fai'. Ma siamo sicuri poi di volersi rialzare ancora una volta? Se le forze, la volontà e soprattutto la speranza vengono a mancare, cosa si fa? Se non riesci a trovare un appiglio dentro te stessa per togliere il tuo stra maledetto culo dalle ortiche, cosa fai?
Brucia e fa male, il dolore è insopportabile, ma...ti guardi intorno e l'unico pensiero che la tua mente riesce a partorire è 'ora basta, sto qui seduta, immobile, con gli occhi chiusi e in silenzio' sperando che nella tua immobilità imparerai ad abituarti al tuo nuovo stato di sofferenza e a conviverci.
Ma non ci si abitua. Mai. Nè alla felicità, né al dolore.
H. 2,41. L'ennesima Lucky si sta consumando lentamente, il sonno non arriva e 'Gli Angeli' di Vasco risuonano nelle orecchie...e il dolore imperterrito, non tace il suo assordante brontolio...
All'inferno!
domenica 27 gennaio 2013
Linee
Questa è per te, so che mi leggerai, (sicuramente sarai anche l'unico) con un ringraziamento speciale per avermi fatta correre come non mi era mai successo, superando e oltrepassando ogni limite e barriera.
Ma ci son volte che la voglia di pisciar fuori dal vaso chiama disperatamente, ed è incontenibile. E ti ritrovi a passar l'ultimo semaforo col rosso, sperando che nessuno dietro di te osi seguirti, assicurandoti di essere l'ultima per poi avere la strada unicamente tua. Rallenti per qualche metro, distanziando quelli avanti a te, e poi...via, a cavallo di quella linea, in mezzo alle corsie, comprando la strada, e spingi a tavoletta quel pedale sotto il piede destro, alzi la musica a palla, tanto da far vibrare gli specchietti e canti a squarciagola, lasciando che le note invadano ogni tua cellula, liberandoti da ogni oppressione, annullando ogni pensiero. E spingi sempre di più, portando la tua anima oltre ogni limite e sentendoti vera e finalmente libera. Correre, correre. e ancora correre a più non posso e alcuna intenzione di fermarti. La strada (l'immensa voglia di vita) chiama, urla e tu quasi inebetita da tanta libertà, ti lasci trasportare e avvolgere da quelle magiche, morbide e luminose ali e dolcemente ti lasci cullare, perché senti di far la cosa giusta e ti senti bene, VIVA.
Vorresti che quel tratto di asfalto non finisse mai, ma si sa, fra un semaforo e l'altro non ne corre un granché, neanche in autostrada, ci sarà sempre un casello con la barra abbassata a fermare la tua folle corsa, ci sarà un velox a ricordarti che certi limiti non devi superarli, ci sarà una luce rossa a fermarti, uno stop, una precedenza, un incrocio, ci sarà sempre qualcosa o qualcuno a riportarti coi piedi per terra. Alzerai il piede dall'acceleratore, abbasserai la musica, e rientrerai nella corsia, probabilmente quella di destra e lascerai il passo a quelli più veloci o addirittura appena possibile, ti fermerai a riflettere, obbligandoti a un pit stop forzato. Ma se rallentando, non fossi in grado di scavallare la linea che divide le corsie? se non sapessi da che parte buttarti? destra o sinistra, o rimanere al centro e vedere come si svolgeranno le cose? Sai cosa c'è a destra e un po' ti senti al sicuro, quella strada, alla fine della fiera, l'hai sempre percorsa, ne conosci ogni tratto, sai dove son posizionati i chiusini, se ci son buche, crepe o se è liscia, ma a sinistra, cosa c'è? L'ignoto e la paura fottuta di lasciar andare un passato a te caro, a cui ti sei affezionato e anche un po' abituato, per un qualcosa che non sai, non capisci da che parte sia saltato fuori, ma in grado di seminare dubbi, destabilizzarti e confonderti. Ma si deve decidere, perché in mezzo non si può stare (così dicono!) e non sopporti aver altre macchine al culo della tua e automobilisti impazienti di rubarti la strada col dito piantato sul clacson, come se non aspettassero altro che farti sobbalzare dal tuo sedile! E così, impaurita, sconcertata e incazzata nera con un destino bastardo e crudele, rientri bruscamente nella tua corsia di destra, sperando di aver fatto la scelta più giusta per te, ma ti rendi conto solo guardandola, che la tua mano è posizionata sulla leva della freccia, tremante e desiderosa di azionarla verso sinistra e veder scattar i tuoi piedi sui quei pedali, sgommare senza dar precedenza e buttarti a capofitto in quella corsia così misteriosa, per corre ancora e ancora, perché correre è bello e se si è in due ad aver la stessa destinazione, lo è ancor di più.
Seguire le linee? da una parte o dall'altra? in mezzo? forte, piano? camminando o correndo, o anche fermarsi? non lo so, davvero, so solo che seguire quella del cuore è la cosa più giusta, perché quella non sbaglia mai.
giovedì 17 gennaio 2013
La persona sbagliata
Cazzeggiando sul web, sempre alla ricerca di risposte alle mille domande su questa esistenza che mi pongo quotidianamente, mi sono imbattuta in questa poesia di Luis Ferdinando Verissimo, scrittore e giornalista brasiliano:
LA PERSONA SBAGLIATA
Pensandoci bene, in tutto ciò che vediamo, viviamo intensamente, ascoltiamo
e pensiamo non esiste una persona giusta per noi.
Esiste una persona che, se ti fermi un attimo a pensare, è in realtà la persona sbagliata.
Perchè la persona giusta fa tutto giusto, arriva puntuale, dice le cose giuste, fa le cose giuste,
ma non è che abbiamo sempre bisogno delle cose giuste.
La persona sbagliata ti fa perdere la testa, fare pazzie, scappare il tempo, morire d'amore.
Verrà il giorno in cui la persona sbagliata non ti cercherà e sarà proprio in quel momento
in cui vi incontrerete, che il vostro donarsi l'un l'altra sarà più vero.
La persona sbagliata è, in realtà, quello che la gente definisce una persona giusta.
Quella persona ti farà piangere, ma un'ora dopo ti asciugherà le lacrime.
Quella persona ti farà perdere il sonno, ma ti darà in cambio una notte d'amore indimenticabile.
Quella persona forse ti ferisce e dopo ti riempie di gentilezze chiedendo il tuo perdono.
Quella persona potrà anche non essere sempre al tuo fianco ma ti penserà in continuazione.
E' bene che ci sia una persona sbagliata per ognuno di noi perchè la vita non è sicura,
niente qui è sicuro, quello che è proprio sicuro è che dobbiamo vivere ogni momento,
ogni secondo, amando, sorridendo, piangendo, emozionando, pensando, agendo, desiderando,
ottenendo.
E solo così è possibile che si arrivi a quel momento della giornata in cui diciamo:
'Grazie a Dio, è andato tutto come doveva andare'.
Quando in realtà, tutto ciò che lui vuole, è che noi incontriamo la persona sbagliata, in modo
che le cose inizino veramente a funzionare per il verso giusto per noi...
Ognuno di noi, nella propria vita, ha incontrato o incontrerà la persona sbagliata e, non lo nego, è successo anche a me. E' lo sbaglio per eccellenza. E' sbagliata la persona, son sbagliati i tempi, i luoghi, le circostanze. Cumuli di errori, di sbagli che inevitabilmente portano alla sofferenza, quella che spacca l'anima e la riduce a brandelli. Ma è un errore che toglie il fiato, che riempie i vuoti, che fa camminare senza sfiorare terra, fa tremare le gambe, fa tremare dentro ogni parte di te. Fa battere il cuore in modo strano, tanto che lo senti rimbalzare nel petto, farsi un carpiato sino alla bocca dello stomaco e sfiorare le antenne delle farfalle che lì svolazzano beate e indisturbate...e poi lo senti risalire mentre cerca (inutilmente) di riposizionarsi nel suo piccolo spazio, ma già pronto per un altro sobbalzo.
E' uno sbaglio che mozza le parole in gola, ti tiene sveglia la notte, invade i pensieri, che come un tarlo logora la mente. Uno sbaglio a cui non riesci, non puoi, non vuoi rinunciare e staccarti, perchè parte di te, perchè sai che non esiste persona più giusta di quella. Perchè quella persona così tanto sbagliata, riesce dove altri non son riusciti e tocca corde che nessuno ha mai suonato: fa vibrare e cantare l'anima. E solo la persona sbagliata può riuscire a fare tanto. Solo con una carezza, con uno sguardo, il solo stringerti fra le braccia, abbassa paletti, abbatte muri innalzati per difenderti che credevi invalicabili. E al suo fianco, per uno strano e assurdo motivo che manco tu stessa comprendi, ti senti indubbiamente giusta e assolutamente felice.........
LA PERSONA SBAGLIATA
Pensandoci bene, in tutto ciò che vediamo, viviamo intensamente, ascoltiamo
e pensiamo non esiste una persona giusta per noi.
Esiste una persona che, se ti fermi un attimo a pensare, è in realtà la persona sbagliata.
Perchè la persona giusta fa tutto giusto, arriva puntuale, dice le cose giuste, fa le cose giuste,
ma non è che abbiamo sempre bisogno delle cose giuste.
La persona sbagliata ti fa perdere la testa, fare pazzie, scappare il tempo, morire d'amore.
Verrà il giorno in cui la persona sbagliata non ti cercherà e sarà proprio in quel momento
in cui vi incontrerete, che il vostro donarsi l'un l'altra sarà più vero.
La persona sbagliata è, in realtà, quello che la gente definisce una persona giusta.
Quella persona ti farà piangere, ma un'ora dopo ti asciugherà le lacrime.
Quella persona ti farà perdere il sonno, ma ti darà in cambio una notte d'amore indimenticabile.
Quella persona forse ti ferisce e dopo ti riempie di gentilezze chiedendo il tuo perdono.
Quella persona potrà anche non essere sempre al tuo fianco ma ti penserà in continuazione.
E' bene che ci sia una persona sbagliata per ognuno di noi perchè la vita non è sicura,
niente qui è sicuro, quello che è proprio sicuro è che dobbiamo vivere ogni momento,
ogni secondo, amando, sorridendo, piangendo, emozionando, pensando, agendo, desiderando,
ottenendo.
E solo così è possibile che si arrivi a quel momento della giornata in cui diciamo:
'Grazie a Dio, è andato tutto come doveva andare'.
Quando in realtà, tutto ciò che lui vuole, è che noi incontriamo la persona sbagliata, in modo
che le cose inizino veramente a funzionare per il verso giusto per noi...
Ognuno di noi, nella propria vita, ha incontrato o incontrerà la persona sbagliata e, non lo nego, è successo anche a me. E' lo sbaglio per eccellenza. E' sbagliata la persona, son sbagliati i tempi, i luoghi, le circostanze. Cumuli di errori, di sbagli che inevitabilmente portano alla sofferenza, quella che spacca l'anima e la riduce a brandelli. Ma è un errore che toglie il fiato, che riempie i vuoti, che fa camminare senza sfiorare terra, fa tremare le gambe, fa tremare dentro ogni parte di te. Fa battere il cuore in modo strano, tanto che lo senti rimbalzare nel petto, farsi un carpiato sino alla bocca dello stomaco e sfiorare le antenne delle farfalle che lì svolazzano beate e indisturbate...e poi lo senti risalire mentre cerca (inutilmente) di riposizionarsi nel suo piccolo spazio, ma già pronto per un altro sobbalzo.
E' uno sbaglio che mozza le parole in gola, ti tiene sveglia la notte, invade i pensieri, che come un tarlo logora la mente. Uno sbaglio a cui non riesci, non puoi, non vuoi rinunciare e staccarti, perchè parte di te, perchè sai che non esiste persona più giusta di quella. Perchè quella persona così tanto sbagliata, riesce dove altri non son riusciti e tocca corde che nessuno ha mai suonato: fa vibrare e cantare l'anima. E solo la persona sbagliata può riuscire a fare tanto. Solo con una carezza, con uno sguardo, il solo stringerti fra le braccia, abbassa paletti, abbatte muri innalzati per difenderti che credevi invalicabili. E al suo fianco, per uno strano e assurdo motivo che manco tu stessa comprendi, ti senti indubbiamente giusta e assolutamente felice.........
sabato 12 gennaio 2013
Occhi...
Due perle color nocciola incorniciate da lunghe ciglia chiare
Occhi della stessa profondità degli oceani, dove perdersi e ritrovarsi
Occhi calamitati, che catturano, che una volta nei miei, impossibile da lasciare
Occhi che imbarazzano, che mi riempiono d'amore,
che mi portano sulle nuvole e mi fanno volare, mettendo ali d'argento all'anima.
Ricordo il momento in cui hai preso il mio viso fra le mani,
cercavo quegl'occhi come se li attendessi da un'eternità..
poi...eccoli nei miei...
e ho pensato 'ecco la mia vita, non ho bisogno d'altro...'
I tuoi occhi....la mia vita.
Occhi della stessa profondità degli oceani, dove perdersi e ritrovarsi
Occhi calamitati, che catturano, che una volta nei miei, impossibile da lasciare
Occhi che imbarazzano, che mi riempiono d'amore,
che mi portano sulle nuvole e mi fanno volare, mettendo ali d'argento all'anima.
Ricordo il momento in cui hai preso il mio viso fra le mani,
cercavo quegl'occhi come se li attendessi da un'eternità..
poi...eccoli nei miei...
e ho pensato 'ecco la mia vita, non ho bisogno d'altro...'
I tuoi occhi....la mia vita.
giovedì 10 gennaio 2013
Tolto il dente, tolto il dolore
Sì dice così quando qualcosa fa male: togliere, eliminare, allontanare...appunto 'tolto il dente, tolto il dolore', ma perchè allora la lingua continua a cercare quel buco, a battere in quel vuoto che senti nelle arcate? Perchè si sente la mancanza solo di quel dente, benchè ce ne siano altri 31 in grado di far lo stesso lavoro?
Spesso ti sei alzata con il mal di denti, hai preso antinfiammatori e antibiotici per anestetizzare il dolore e debellare l'infezione, ma hai sempre rimandato l'appuntamento dal dentista nonostante sapessi fosse indispensabile. Poi ci vai e togli quel piccolo osso che hai in bocca. L'anestesia (il sapere che è la cosa più giusta) attenua il dolore dell'estrazione, ma svanito l'effetto, lo senti esplodere con tutta la sua potenza devastante e cazzo se fa male, più di quanto potessi immaginare. Quel dente aveva radici profonde, quel dente era tuo, l'hai usato (hai amato) per anni, è sempre stato lì, a portata di lingua, ed ora c'è il vuoto. La tua lingua (anima) lo cerca, ma si perde in quel vuoto che nessun altro dente potrà mai rimpiazzare. Puoi sostituirlo con uno nuovo di porcellana, ma non sarà lo stesso, sarà devitalizzato, ma non impedirà ai ricordi di far ancora male e così inevitabilmente...altre cicatrici.
Non è vero che tolto il dente, tolto il dolore: il dolore si trasforma in qualcosa di diverso. Vuoto, senso di perdita, mancanza, solitudine, malinconia e una terribile nostalgia, e sì, ricomincerai a mangiare, lo farai ogni volta, ma non sarà più lo stesso, masticherai in un altro modo, forse dalla parte dei denti sani, ma ogni volta che la tua lingua sfiorerà quel 'buco', sentirai ancora quelle cicatrici, quei segni dentro l'anima, che mai nessun dentista sarà in grado di sanare.
Spesso ti sei alzata con il mal di denti, hai preso antinfiammatori e antibiotici per anestetizzare il dolore e debellare l'infezione, ma hai sempre rimandato l'appuntamento dal dentista nonostante sapessi fosse indispensabile. Poi ci vai e togli quel piccolo osso che hai in bocca. L'anestesia (il sapere che è la cosa più giusta) attenua il dolore dell'estrazione, ma svanito l'effetto, lo senti esplodere con tutta la sua potenza devastante e cazzo se fa male, più di quanto potessi immaginare. Quel dente aveva radici profonde, quel dente era tuo, l'hai usato (hai amato) per anni, è sempre stato lì, a portata di lingua, ed ora c'è il vuoto. La tua lingua (anima) lo cerca, ma si perde in quel vuoto che nessun altro dente potrà mai rimpiazzare. Puoi sostituirlo con uno nuovo di porcellana, ma non sarà lo stesso, sarà devitalizzato, ma non impedirà ai ricordi di far ancora male e così inevitabilmente...altre cicatrici.
Non è vero che tolto il dente, tolto il dolore: il dolore si trasforma in qualcosa di diverso. Vuoto, senso di perdita, mancanza, solitudine, malinconia e una terribile nostalgia, e sì, ricomincerai a mangiare, lo farai ogni volta, ma non sarà più lo stesso, masticherai in un altro modo, forse dalla parte dei denti sani, ma ogni volta che la tua lingua sfiorerà quel 'buco', sentirai ancora quelle cicatrici, quei segni dentro l'anima, che mai nessun dentista sarà in grado di sanare.
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